Sisma Centro Italia

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Il ripristino della viabilità nei territori interessati dagli eventi sismici a partire dal 2016 è il nostro obiettivo in qualità di Soggetto attuatore di Protezione Civile e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Al Soggetto attuatore spetta il compito di effettuare la ricognizione delle criticità della rete viaria, sulla base delle segnalazioni dei gestori e degli esiti dei sopralluoghi effettuati, e l'individuazione degli interventi minimi necessari a garantire la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità compromessa dagli eventi sismici. Ha ricevuto inoltre l’incarico di redigere un programma di ripristino e messa in sicurezza delle strade, indicando le priorità di intervento con tempi e finalità coerenti con la gestione dell'emergenza.
Gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino della viabilità sono svolti lungo le strade di competenza di Anas e, dove necessario, delle Regioni e degli enti gestori locali.

Contenuti

Il piano degli interventi

Dall’inizio dell’emergenza abbiamo effettuato ispezioni tecniche rilevando gli interventi necessari per superare criticità di diversa natura e priorità, per un valore totale di circa 1 miliardo e 200 milioni di euro. Il Programma di ripristino della viabilità è stato sviluppato secondo una successione di sette stralci operativi incrementali, di concerto con gli enti locali, per garantire maggior efficacia di ricognizione e di intervento.

La rete stradale colpita dal sisma è particolarmente estesa e danneggiata in maniera rilevante e diffusa. Complessivamente è interessata una superficie di 7.600 kmq che comprende 4 regioni, 10 provincie, 140 comuni e oltre 1770 centri abitati, per una rete stradale di 15.300 km, dei quali 11.000 km di competenza comunale.

 

Tutti gli aggiornamenti sul Programma di ripristino delle strade colpite dal sisma sono disponibili sul sito dedicato: http://www.anas-sisma2016.it/

Gli eventi sismici

A seguito del primo terremoto, nella notte del 24 agosto 2016, le squadre Anas sono immediatamente intervenute sulla rete stradale di competenza nell’area interessata dal sisma, tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, per garantire la transitabilità e la sicurezza della circolazione.

Il 26 ottobre 2016 una forte scossa ha fatto temere nuovi danni e nuove chiusure ma le opere di protezione installate e gli interventi effettuati dalle settimane precedenti hanno consentito di contenere i massi che continuavano a cadere.

Il 30 ottobre una nuova devastante scossa di magnitudo 6,5 – la più forte dall’inizio dello sciame sismico – ha sconvolto le stesse zone già duramente provate, facendo registrare i danni più gravi. Oltre ai crolli di numerosi edifici e centri storici, il terremoto ha sconvolto l’assetto idrogeologico dell’area.

Il 18 gennaio 2017, nel giro di poche ore, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria sono nuovamente interessate da una serie di forti scosse con epicentro nella stessa zona del terremoto del 24 agosto 2016.

Responsabili delle strutture territoriali

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