Governance
Il sistema dei controlli è l'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volto a consentire l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi aziendali nell'ambito della nostra attività.
Il sistema di controllo, definito sulla base delle normative vigenti, del nostro statuto e del codice etico, permette di assicurare la salvaguardia del patrimonio sociale, l'efficienza e l'efficacia dei processi aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria, il rispetto delle normative e, la trasparenza nell’attività svolta.
Organo nominato (ai sensi dello statuto e in linea con la L.69/2009) dal Consiglio di Amministrazione, al quale riferisce direttamente, sottoponendo il piano di audit, i successivi aggiornamenti e le informazioni periodiche sull’attività di competenza.
Assicura al vertice aziendale l’adeguatezza, l’affidabilità e la funzionalità del sistema di controllo interno attraverso la realizzazione degli interventi previsti nel piano di audit risk based approvato dalla società ed il monitoraggio presso le unità organizzative centrali e periferiche.
Il responsabile dell'Internal Auditing è Valter Bortolan.
Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) è una funzione chiave all’interno del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi (SCIGR).
Svolge le proprie funzioni secondo il modello volontaristico di sottoposizione agli obblighi in materia di anticorruzione e trasparenza adottato nel 2019.
Il RPCT esercita le proprie funzioni in autonomia riferendo al vertice aziendale.
Il nostro organismo di vigilanza e il RPCT operano in modo coordinato e complementare.
In tale ambito è stato adottato il Framework Anti-Corruption del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che contiene i princìpi, gli indirizzi e le regole in materia di anticorruzione e si compone di due documenti a valenza di Gruppo (Codice Etico di Gruppo e Policy Anti-Corruption del Gruppo FS ) e due documenti a valenza societaria (Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 e Misure Integrative).
Il Framework Anti-Corruption del Gruppo FS rappresenta l’insieme di regole, procedure e strutture organizzative volto a consentire l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei rischi di corruzione. Il Framework definisce l’architettura di tale sistema, attuato all’interno del Gruppo attraverso le misure e gli strumenti individuati nei documenti che lo compongono. Attraverso il Framework, il Gruppo intende assicurare in via sistematica ed unitaria l’attività di prevenzione della corruzione, assicurando il proprio impegno verso lo sviluppo sostenibile e concorrendo alla creazione di valore, anche attraverso la diffusione e il rafforzamento nel Gruppo della cultura dell’integrità, della legalità e della correttezza nell’agire.
Le “Misure integrative di quelle adottate ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231” sono elemento costitutivo dello SCIGR, ossia dell’insieme di strumenti, strutture organizzative, norme e regole aziendali volte a consentire una conduzione dell’impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi aziendali.
Il responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza è Riccardo Di Bernardini.
L’organismo di vigilanza è nominato dal Consiglio di Amministrazione e vigila sul funzionamento e l’osservanza del modello di organizzazione e di gestione di cui al Decreto legislativo 231 del 2001 e cura il suo aggiornamento. Vigila, inoltre, sull’osservanza dei principi enunciati nel codice etico.
In particolare l’organismo di vigilanza svolge le seguenti attività:
- vigila sull’osservanza del modello potendosi avvalere del supporto funzionale dell’ internal auditing aziendale e del gruppo di lavoro 231 (i cosiddetti “referenti 231”, dirigenti apicali appositamente individuati per agevolare il flusso di informazioni verso l’organismo di vigilanza e segnalare eventuali situazioni di esposizione al rischio di commissione di reati)
- verifica l’effettiva capacità del modello di prevenire la commissione di reati previsti dal decreto;
- valuta e promuove aggiornamenti del modello in relazione alle mutate condizioni aziendali e/o eventuali modifiche normative;
- presidia le attività di comunicazione e formazione al fine di diffondere e verificare la conoscenza dei contenuti e dei principi del modello e del codice etico;
- informa il vertice aziendale in merito alle attività svolte, attraverso relazioni periodiche
- collabora, con il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), per l’attivazione dei flussi informativi e la vigilanza sugli ambiti comuni
Il 25 settembre 2025 è stato nominato il nuovo Organismo di Vigilanza, così composto:
- Dott. Franco Ionta - Presidente
- Dott. Francesco Attardi - Componente
- Avv. Salvatore Sciullo - Componente
Il Dirigente preposto è nominato dal Consiglio di Amministrazione, previo parere obbligatorio del collegio sindacale per un periodo compreso tra i tre e i sei esercizi. Il consiglio di amministrazione vigila affinché disponga di adeguati poteri e mezzi per l’esercizio dei compiti a lui attribuiti.
Il Dirigente preposto opera in base alla legge 262 del 2005 (Legge sulla tutela del risparmio e corporate governance) e allo statuto alla redazione dei documenti contabili e societari, predispone adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d’esercizio e, ove previsto, del bilancio consolidato nonché ogni altra comunicazione di carattere finanziario.
Rilascia, insieme agli organi amministrativi delegati, un’attestazione in merito al bilancio d’esercizio e, ove previsto, al bilancio consolidato, sull’adeguatezza e l’effettiva applicazione delle procedure sopra indicate e relative al periodo cui si riferiscono tali documenti contabili. Il certificato inoltre attesta l’attendibilità dei dati e la loro conformità ai principi contabili di riferimento.
Il dirigente è scelto fra i dirigenti di Anas che abbiano:
- Responsabilità diretta almeno su bilancio, amministrazione, area fiscale e finanza;
- Requisiti di onorabilità e professionalità previsti per gli amministratori;
- Maturato una consolidata esperienza nell’area amministrativa, con ruoli dirigenziali svolti per almeno tre anni presso rilevanti società pubbliche o private.
Il Dirigente preposto è Carmela Tagliarini.
La società di revisione legale dei conti svolge la sua funzione ai sensi del Decreto Legislativo numero 39 del 2010.
La revisione legale dei conti è affidata, ai sensi di legge, ad una società di revisione la cui nomina spetta all'assemblea, su proposta motivata del collegio sindacale.
L'Assemblea degli Azionisti del 4 maggio 2023 ha conferito, per il triennio dal 2023 al 2025, l'incarico per la revisione legale del bilancio di Anas alla società PricewaterhouseCoopers S.p.A.
La Corte dei Conti esercita un controllo sulla gestione finanziaria e amministrativa di Anas (L. 259 del 1958) attraverso un magistrato delegato .
L’importanza del controllo della Corte dei Conti tiene conto della natura pubblica degli interessi perseguiti da Anas, nonché della natura pubblica di gran parte delle risorse gestite. Il controllo può essere sia di legittimità che di merito e si svolge nel corso della gestione.
Il magistrato assiste alle riunione del Consiglio di Amministrazione e del collegio sindacale, verificando che le risorse pubbliche siano allocate in linea con i parametri di legittimità seguendo criteri di efficacia e economicità.
In caso di accertata irregolarità la corte formula i propri rilievi al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
Al termine di ogni esercizio, la Corte dei Conti adotta collegialmente una pronuncia in cui sono riportate le valutazioni sulla gestione finanziaria di Anas. La delibera che approva la relazione della Corte dei Conti è inviata al Parlamento per l’esercizio del suo controllo politico e finanziario oltre che ai ministeri vigilanti.
La funzione di Delegato titolare è ricoperta a far data dal 1 gennaio 2023 dal Consigliere Gianluca Albo, che è stato nominato dal Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti nell'adunanza del 25-26 ottobre 2022. La funzione di Delegato sostituto è stata assegnata al Referendario Mauro Senatore dal Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti nell’adunanza del 8-9 marzo 2022.
La Funzione di Tax Compliance è responsabile del rispetto da parte della Società degli obblighi derivanti dall’ingresso (intervenuto l’11 aprile 2025) nel regime di Adempimento Collaborativo o di Cooperative compliance, istituito con il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, e riservato ai contribuenti di più grandi dimensioni, dotati di un efficace sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inteso quale rischio di operare in violazione di norme di natura fiscale o in contrasto con i principi o con le finalità dell'ordinamento tributario (“Tax Control Framework” o “TCF”).
L’istituto dell’adempimento collaborativo si pone l’obiettivo di instaurare un rapporto di fiducia tra amministrazione e contribuente volto ad aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. Tale obiettivo è perseguito tramite l’interlocuzione costante e preventiva garantita dalla Funzione Tax Compliance su elementi di fatto, ivi inclusa l’anticipazione del controllo, finalizzata ad una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali.
Sempre allo scopo di assicurare gli obblighi derivanti dall’adesione al regime di Cooperative compliance, la Funzione Tax Compliance deve curare l’attuazione del Tax Control Framework, garantendone il monitoraggio continuo, raccordandosi con Risk Management della Direzione Tutela Aziendale, e assicurare il controllo di secondo livello nella gestione del rischio fiscale in sinergia con la struttura Supporto Dirigente Preposto. Sempre in accordo con la struttura di Supporto al Dirigente Preposto, inoltre, la Funzione deve garantire l'integrazione delle procedure amministrativo-contabili con le esigenze del Tax Control Framework. Compito della funzione Tax Compliance, infine, è provvedere, in raccordo con le competenti strutture aziendali, alla pianificazione e alla realizzazione di incontri di formazione per la promozione della cultura di gestione del rischio fiscale, assicurandone la completezza e l’affidabilità, nonché la conoscibilità a tutti i livelli aziendali.
Anas si è dotata di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001, nell’ambito del quale è previsto l’istituto del “Whistleblowing 231”, che consente di inviare segnalazioni direttamente all’Organismo di Vigilanza in merito a condotte illecite rilevanti ai sensi del Decreto 231 o a violazioni del Modello 231, garantendo la riservatezza del segnalante, del segnalato, nonché del contenuto della segnalazione, anche al fine di evitare qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione.