Il cantoniere
Le case cantoniere, tipicamente di colore rosso pompeiano, furono costruite parallelamente alla realizzazione delle infrastrutture stradali come luogo da cui era possibile attivare un presidio costante per il controllo della circolazione e della sicurezza stradale. Nel sistema di manutenzione della rete viaria, rappresentavano – e lo sono ancora oggi – una peculiarità tutta italiana.
Ogni dimora era generalmente strutturata in due porzioni, destinate a due diversi cantonieri e alle loro famiglie. Qui i cantonieri custodivano i mezzi e le attrezzature utilizzati per espletare le operazioni di manutenzione delle strade e si incontravano per aggiornarsi sullo stato dei lavori. I cantonieri avevano speciali attrezzi di lavoro e avevano in consegna un libretto di servizio dove annotare gli ordini e le osservazioni del Capo Cantoniere e dell’Ufficiale di Genio Civile.
Un inquadramento professionale adeguato dei Cantonieri si ebbe negli anni ‘20 con l’istituzione dell’Azienda Autonoma Statale della Strada (AASS), rinata poi nel dopoguerra con il nome di Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali (ANAS).
Nel 1982 è stato introdotto il “Regolamento dei Cantonieri” che cancella il vecchio concetto di ‘cantone’, introducendo quelli di ‘squadre, nuclei e centri di manutenzione’ dotati di personale e mezzi. La diffusione dei mezzi di trasporto automobilistici ha progressivamente portato alla dismissione di una parte delle case cantoniere, non essendovi più la necessità di avere un presidio fisso. È stata infatti istituita un’attività manutentoria da parte dei cantonieri tramite l’impiego di squadre mobili provviste di personale e mezzi per spostarsi.
Ancora oggi il cantoniere è quindi una figura chiave per Anas e agisce con i più moderni mezzi e strumenti tecnologici.
Ogni anno, a dicembre, celebriamo la giornata del cantoniere deponendo una corona al monumento al cantoniere che si trova a Roma sulla strada statale 7 "Appia", nei pressi dello svincolo con il Grande Raccordo Anulare.

