Uso responsabile delle risorse naturali
In considerazione delle ingenti quantità e varietà di materiali e prodotti da costruzione necessari per realizzare le opere stradali, nello svolgere le nostre attività sentiamo la responsabilità di ridurre significativamente l’impiego di risorse naturali e di minimizzare le conseguenze negative per l’ambiente correlate ai processi produttivi e alla gestione dei materiali di risulta.
Ciò ha determinato un crescente interesse verso la possibilità di recuperare alcune frazioni dei vecchi materiali per reinserirli nel ciclo produttivo sotto forma di materie prime seconde o nuovi prodotti.
Al fine di migliorare questi processi, potendo innalzare le percentuali di materiali di recupero reimpiegato senza penalizzare le prestazioni delle nuove miscele, portiamo avanti anche diversi studi e sperimentazioni in collaborazione con i maggiori centri accademici del settore.
Il D.s.m.U Dispositivo salva motociclista Universale Anas Ecofriendly

Interamente ideato e progettato in house e testato con ottimi risultati nel maggio 2022, ai sensi della UNI CENT TS 17342 (prova con manichino strumentato), il nuovo dispositivo di sicurezza eco-friendly è realizzato con compound in gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso (PFU) per garantire la massima sicurezza per i motociclisti e rendere, allo stesso tempo, la rete infrastrutturale sempre più sostenibile.
Il dispositivo assicura molteplici vantaggi:
- è flessibile e modulare, quindi adattabile ai diversi raggi di curvatura della strada;
- è facile da installare, grazie ad un sistema di aggancio al montante della barriera stradale che permette un collegamento a incastro tra i diversi elementi, garantendo una continuità su strada;
- può recuperare la forma originaria a seguito di un urto, azzerando così i costi di manutenzione, grazie all’elasticità della gomma PFU.
Per le installazioni sulla rete infrastrutturale, l’attività di ricerca sul D.s.m.U Ecofriendly Anas prosegue con la validazione attraverso crash-test ai sensi della UNI EN1317 (prova con veicolo leggero e veicolo pesante).
Eco-sostenibilità negli interventi manutentivi del piano viabile

Per le manutenzioni stradali, grazie al continuo sviluppo tecnologico in ambito chimico e industriale del settore pavimentazioni, durante le fasi di esecuzione dell’opera utilizziamo tecniche di intervento innovative e sostenibili che prevedono l’impiego di prodotti annoverabili tra le cosiddette materie prime seconde che, opportunamente caratterizzate e adeguatamente assortite, permettono la realizzazione di pavimentazioni “green” a prestazioni almeno equivalenti, se non superiori, rispetto a quelle realizzate con le tecniche e i materiali cosiddetti “tradizionali”. In particolare, reimpieghiamo notevoli quantità di fresato e materiali riciclati/artificiali in sostituzione di parte degli aggregati vergini e del bitume (che sono materie prime non rinnovabili).
In tal senso e in coerenza con le pratiche e le direttive europee, è stato predisposto un primo adeguamento dei disciplinari di gara e del capitolato tecnico delle pavimentazioni per incentivare l’adozione di mezzi d’opera/impianti produttivi all’avanguardia e di soluzioni tecniche tali da consentire l’utilizzo di sempre più elevate percentuali di materiale fresato negli strati legati confezionati a caldo e negli strati di base (riciclati a caldo e/o riciclati a freddo, quest’ultima opzione consente il recupero fino al 100% del materiale se realizzata in sito e garantisce una notevole riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra rispetto alle tradizionali tecniche a caldo).
Il 23 Agosto 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che definisce i CAM – Criteri Ambientali Minimi per la progettazione e la realizzazione di lavori di costruzione, la manutenzione e l’adeguamento funzionale delle infrastrutture stradali, entrati in vigore dal 21 Dicembre 2024.
Nel documento sono indicati una serie di goals da perseguire grazie all’applicazione dei CAM Strade negli appalti pubblici. Tra questi c’è la costruzione di infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti, che garantiscano un accesso equo per tutti, nonché l’ammodernamento delle infrastrutture entro il 2030.
I nuovi CAM, obbligatori per tutte le stazioni appaltanti, impongono criteri stringenti per ridurre l’impatto ambientale dei progetti infrastrutturali. Questi includono:
- l’adozione di metodologie come Life Cycle Assessment (LCA) per valutare l’intero ciclo di vita delle opere;
- la promozione dell’uso di materiali riciclati e a basso impatto ambientale;
- l’obbligo di considerare gli effetti dei cambiamenti climatici nelle fasi di progettazione.
Stiamo lavorando per adeguare i nostri Capitolati secondo la nuova normativa che comporta molti cambiamenti, a partire dal progetto, passando per la gara d’ appalto, fino alla realizzazione dei lavori. L’obiettivo principale è garantire che le infrastrutture stradali siano realizzate con una particolare attenzione alla sostenibilità a lungo termine.
Nell’ambito delle pavimentazioni stradali le novità più importanti riguardano l’aumento delle percentuali di fresato (granulato di conglomerato bituminoso) nella sovrastruttura stradale, la valutazione delle prestazioni acustiche delle pavimentazioni stradali e l’abbassamento delle temperature di confezionamento e stesa delle miscele.
Proprio con queste finalità è in corso una sperimentazione presso il Centro di Ricerca e Sperimentazione Stradale di Cesano che prevede l’utilizzo di additivi con la funzione di riattivare, attraverso rigeneranti, il bitume ossidato del fresato e di abbassare la viscosità stessa del bitume consentendo di diminuire le temperature di confezionamento e stesa del conglomerato bituminoso, mantenendo alta l’adesione bitume-inerte (attivanti di adesione).
In occasione dei lavori per il Giubileo, che ci hanno visto come partner del Comune di Roma, abbiamo steso diversi chilometri di strade in conglomerato bituminoso additivato con polimeri termoplastici che derivano dal riciclo delle plastiche.

L’utilizzo di questi additivi, che migliorano anche le prestazioni meccaniche della strada, fornendo più rigidezza alla miscela e garantendo una minore suscettibilità termica, è stato ufficializzato con l’inserimento di una voce di capitolato ad hoc nel nostro Capitolato Speciale.
I CAM aprono le porte all’inserimento nei conglomerati bituminosi non solo di fresato, ma di tutti quei prodotti di recupero o sottoprodotti che possono trovare una seconda vita (aggregati artificiali, polverino di gomma, fibre di cellulosa etc.). Proprio in relazione a questo ultimo aspetto nel 2023 è stato steso sulla SS209 Valnerina un piccolo tratto di asfalto innovativo, che rappresenta un campo prove, in cui la frazione finissima dell’aggregato è stata sostituita con filler derivante dalla lavorazione dell’acciaio presso le acciaierie di Terni. Il progetto è stato promosso dalla Regione Umbria, con il supporto tecnico scientifico del Centro Sperimentale Stradale Anas di Cesano e con la supervisione di Arpa Umbria - Agenzia Regionale per l’Ambiente.

Con il progetto di ricerca AcqueDiStrada, acronimo di “Analisi e Gestione delle Acque Meteoriche di Dilavamento Stradale”, ci siamo posti l’obiettivo di valutare l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di trattamento delle acque di dilavamento stradale ad oggi adottati sulla nostra rete per sviluppare sistemi alternativi e/o innovativi che ci consentano di migliorare le performance di protezione ambientale, a fronte di una gestione economicamente sostenibile e compatibile con gli standard manutentivi.
A questo proposito è importante tenere in considerazione la natura e le caratteristiche degli inquinanti da rimuovere nei sistemi di trattamento. Le Acque Meteoriche di Dilavamento Stradale (AMDS) contengono infatti generalmente un’ampia gamma di contaminanti generati nei periodi di secca dalla deposizione atmosferica, dal traffico veicolare (gas di scarico e perdite di olio, usura degli pneumatici e dell’asfalto, ecc.) e provenienti da ambiti esterni alla strada.
In prima battuta il progetto prevede la valutazione delle caratteristiche quali-quantitative delle acque in ingresso e in uscita dai sistemi di trattamento, contraddistinte da una certa eterogeneità derivante dalle condizioni meteo-climatiche ed ambientali del territorio attraversato, dalla tipologia e dalle caratteristiche della strada, dal volume e dalle caratteristiche del traffico veicolare, ecc., al fine di determinare l’influenza dei vari parametri nel funzionamento del sistema.
Successivamente, saranno testate, prima in laboratorio e poi in campo su tratte stradali di nuova costruzione, soluzioni volte all’efficientamento del sistema di trattamento da un punto di vista prestazionale e gestionale.
A corollario delle attività di ricerca, è stato pianificato il censimento dei sistemi di trattamento delle acque di piattaforma presenti sulla rete stradale, per raccogliere le informazioni relative all’ubicazione e alle caratteristiche di tali presidi idraulici. Ed è stata, inoltre, sviluppata un’apposita App per facilitare e velocizzare le attività di raccolta e catalogazione dei dati.