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Anas per il Giubileo - Piazza Pia

Piazza Pia: un nuovo volto per il Giubileo 2025

 
85.3 MLN€
7 MILA M²
60 PROFESSIONISTI
INVESTIMENTO
SUPERFICIE
SCAVI ARCHEOLOGICI
110 MAESTRANZE
450 MILA
35 MILA
IMPEGNATE SU 3 TURNI 24H
SANPIETRINI POSATI
M³ DI SCAVO

 

Il 23 dicembre 2024 alla città di Roma è stata restituita una nuova Piazza Pia con il prolungamento del sottopasso Lungotevere in Sassia che canalizza il flusso veicolare sotto la superficie dove è stata realizzata una nuova, vasta piazza completamente pedonale, in un contesto unico al mondo. Le opere realizzate da Anas hanno consentito di restituire alla Città Eterna lo spazio pedonale che, in passato, aveva garantito il passaggio tra Castel Sant’Angelo e Via della Conciliazione, davanti alla Basilica di San Pietro.

Con un investimento totale di 85,3 milioni di euro, i lavori svolti da Anas, in qualità di soggetto attuatore per conto del Commissario Straordinario del Governo per il Giubileo, Roberto Gualtieri, sono iniziati la notte del 21 agosto 2023.

Tutti gli interventi realizzati, di alto valore ingegneristico, sono il frutto di una continua sinergia tra i vari soggetti istituzionali coinvolti che ha reso possibile chiudere i cantieri in tempi straordinariamente rapidi rispetto alla complessità delle opere realizzate.

Per quanto riguarda il prolungamento del sottopasso Lungotevere in Sassia, la nuova piattaforma stradale ha mantenuto le stesse caratteristiche geometriche del sottopasso preesistente: una carreggiata costituita da 3 corsie, 2 di larghezza pari a 3 metri e una di larghezza pari a 3,5 metri.

Il nuovo prolungamento del sottopasso Lungotevere in Sassia

Una delle complessità ingegneristiche affrontate per l’esecuzione di questi lavori era la presenza di due collettori fognari tra i più importanti della capitale che interferivano con la realizzazione del nuovo prolungamento del sottopasso. La questione è stata risolta con la dismissione degli stessi e la realizzazione di un nuovo collettore fognario in adiacenza al prolungamento del sottopasso attraverso un’attenta organizzazione dei lavori.

Lavori per il nuovo collettore fognario a Piazza Pia

Il nuovo sottopasso infatti è stato realizzato “per fasi” in modo da garantire il mantenimento del sistema fognario nel corso dei lavori.

Si è anche provveduto alla sistemazione di tutte le aree ricomprese e prospicenti a Piazza Pia, dove sono state realizzati importanti lavori di pavimentazione, sono state costruite due grandi fontane (come due specchi d’acqua in grado di riflettere il cielo), potenziati i sistemi di accessibilità per le persone con ridotta mobilità ed è stato riqualificato il sistema di verde urbano. Infatti l’intervento include la realizzazione di spazi verdi con essenze arboree di pregio che, oltre a valorizzare l’opera, consentono di mitigare l’effetto “isola di calore”.

Piazza Pia - ante operam
 
 
 
Piazza Pia - post operam

Nuova area a Piazza Pia con panchine e alberi

A fine giugno 2024 il cantiere ha vissuto un momento delicato con il rinvenimento di reperti archeologici che ricoprivano l’area ricadente proprio sulla rampa di accesso al nuovo sottopasso. Grazie a un intervento di archeologia d'urgenza e al lavoro della Soprintendenza Speciale di Roma è stato possibile mettere in sicurezza i preziosi ritrovamenti e riprendere con i lavori. E’ stato deciso di esporre i reperti di età romana emersi durante i lavori nei giardini di Castel Sant'Angelo.

A seguire, nel mese di luglio, è stato abbattuto l’ultimo diaframma dei due lati del nuovo sottovia con il successivo collegamento del nuovo sottopasso con quello preesistente. Infine, sono state ultimate le attività di scavo per portare a livello la quota del sottopasso ed è stata realizzata la soletta di fondo.

 
Alcune immagini dei lavori a Piazza Pia

A causa del contesto fortemente urbanizzato e caratterizzato dalla presenza di edifici di enorme valore storico-archeologico, il lavoro di scavo è stato realizzato con la tecnica “cut and cover” o “top down”, che ha permesso di lavorare contestualmente in superficie e all’interno del sottopasso, consentendo così un’accelerazione dei tempi di completamento dell’opera. I lavori di Piazza Pia sono stati ultimati grazie a 110 professionisti al lavoro 24 ore su 24, su tre turni lavorativi.

Le lavorazioni sono state suddivise in macrofasi attraverso uno sfidante cronoprogramma di seguito riportato:

ATTIVITÀ

DURATA INIZIO FINE
MACROFASI
Operazioni preliminari all'avvio delle operazioni 65 22/08/23 25/10/23
Avvio lavorazioni non interferenti con i collettori fognari esistenti in esercizio 70 28/08/23 30/10/2023
Lavorazioni non inferferenti con il collettore basso Farnesina in esercizio 181 01/11/23 30/04/24
Attivazione nuovo collettore e inizio realizzazione strutture di copertura sottopasso 118 01/03/24 26/06/24
Completamento soletta di copertura sottopasso. Inizio scavi e realizzazione struttura interna 52 27/06/24 17/08/24
Completamento scavi, strutturre e opere di finitura interne al sottopasso e sistemazione superficiale 157 17/07/24

20/12/24 

 

Piazza Pia - post operam

Alcuni accenni storici

L’obiettivo principale dell’opera di prolungamento del sottopasso Lungotevere in Sassia è di restituire alla Città Eterna lo spazio pedonale che nel passato aveva garantito il passaggio da Castel Sant’Angelo fino a San Pietro, in un contesto caratterizzato dai palazzi di Marcello Piacentini che dominano Piazza Pia e Via della Conciliazione.

La cartografia storica sotto riportata mostra la zona di Piazza Pia come area con le opere difensive di Castel Sant’Angelo e il vicino rione di Borgo, che nel ‘500 appare già nella sua forma urbana consolidata, sostanzialmente invariata fino all’apertura di via della Conciliazione. Si nota l’apertura del passaggio nel bastione sudovest della cinta muraria di Castel Sant’Angelo, per collegare Il ponte di Castel Sant’Angelo con via Borgo Nuovo; questa breccia sarà apprezzabile in tutte le successive piante, fino alla scomparsa del frammento esterno del bastione, in occasione della realizzazione del Lungotevere

La cartografia storica mostra la zona di Piazza Pia come area in cui collidono le opere difensive di Castel Sant’Angelo con il rione di Borgo, che nel ‘500 appare già nella sua forma urbana consolidata, sostanzialmente invariata fino all’apertura di via della Conciliazione.

Si nota l’apertura del passaggio nel bastione sudovest della cinta muraria di Castel Sant’Angelo, per collegare Il ponte di Castel Sant’Angelo con via Borgo Nuovo; questa breccia sarà apprezzabile in tutte le successive piante, fino alla scomparsa del frammento esterno del bastione, in occasione della realizzazione del Lungotevere.

L’asse prevalente era quello di via di Borgo Nuovo, che si ricongiungeva con Ponte Sant’Angelo. In corrispondenza dell’attuale Piazza Pia, invece, l’asse si allarga per accogliere gli accessi a via di Borgo Vecchio e a via di Borgo Santo Spirito.

A fine dell’800 la realizzazione del Lungotevere a Roma comportò una drastica modifica del rapporto tra la città e il fiume; ad esempio, sono state modifica le quote altimetriche delle nuove strade, sono state create nuove sopraelevate rispetto alle aree urbane retrostanti ed è stato realizzato un intervento di taglio dei bastioni del Castello.

Più in particolare dal 1875 al 1926 sono stati realizzati lavoro di demolizione degli edifici esistenti sulla riva, di costruzione di nuovi viali lungo il fiume e di muri di sponda (muraglioni).

Il momento storico fondamentale che ha creato un “nuovo problema urbano” è stato il momento della realizzazione, dal 1936 in poi, di via della Conciliazione, secondo un’idea dell’architetto Piacentini. In un primo momento, la realizzazione di questa nuova arteria doveva avvenire attraverso la demolizione della sola spina di borgo; alla quale tuttavia si aggiunsero poi anche altri isolati retrostanti. Nell’immagine storica sotto riportata si nota come lo sviluppo di nuovi assi trasportistici (in questo caso i tram) abbia creato una discontinuità nel percorso pedonale, che viene interrotto dal flusso del traffico veicolare.

I lavori realizzati da Anas a Piazza Pia hanno consentito di fluidificare il traffico veicolare, che è stato interrato con il prolungamento del sottopasso esistente e, al contempo, di garantire una fruizione sicura e piena dell’area sovrastante, che è stata restituita ai pedoni.

I collettori fognari

L’area interessata dal nuovo sottopasso e’ anche sede di diversi “sottoservizi”, tra cui vi sono i due collettori fognari primari della città: il Basso Farnesina e il Basso di Destra. Questi provengono da Nord, passano sotto due arcate del “Passetto” - un passaggio ad archi in muratura che unisce il Vaticano a Castel Sant’Angelo – e, attraversando Piazza Pia, fino al 2024 si univano in un collettore che si trovava proprio al di sotto del piano viario davanti all’imbocco del nuovo sottopassaggio. Questo significa che il collettore insisteva sotto l’area dove Anas doveva realizzare la nuova rampa di accesso del prolungamento del sottopasso, quindi si è reso necessario demolire e poi spostare il nuovo collettore.

Si è trattato di un lavoro a fasi che ha sempre garantito il mantenimento del sistema fognario nel corso degli interventi portati avanti. Queste fasi hanno previsto dapprima la realizzazione di un by-pass fognario scavato tra paratie in adiacenza al collettore esistente, che, una volta messo in esercizio, ha consentito la demolizione del collettore originario ed il completamento delle strutture del sottopasso.

Più in particolare le lavorazioni hanno fatto confluire i due collettori fognari preesistenti in un unico grande collettore scatolare per liberare il tracciato del nuovo sottovia. A partire da dicembre del 2023 sono poi entrate a regime le 11 enormi pompe di sollevamento (dal peso di 230 t) che hanno sostituito la funzionalità dei due collettori per non interrompere lo smaltimento delle acque, anche in caso di forti piogge.

L'installazione di un sistema provvisorio di pompaggio

Questo ha consentito la demolizione di quel tratto del collettore Basso di Destra e la realizzazione dell’attuale collettore scatolare.  A seguire, nel corso dei lavori, è stato demolito anche un tratto del collettore Basso Farnesina.

Immagine dei lavori per il nuovo collettore fognario a Piazza Pia

Scavi archeologici e ultime fasi dei lavori

Nel corso dei lavori di scavo stratigrafico e di delocalizzazione della fullonica romana (la bottega dei “fullones”, gli operai che lavavano e smacchiavano le vesti) rinvenuta nel cantiere per il sottopasso di Piazza Pia sono stati rinvenuti anche i resti di un'interessante opera di sistemazione a giardino, affacciata direttamente sulla riva destra del Tevere.

Si tratta di una struttura costituita da un muro in opera quadrata di travertino, di terrazzamento della riva del fiume, dietro al quale fu realizzato un portico colonnato, di cui restano le fondazioni, e un'ampia superficie aperta sistemata a giardino.

Lo scavo, condotto sotto la supervisione della Soprintendenza Speciale di Roma, coordinato sul campo dall'archeologa Dora Cirone con la direzione scientifica di Alessio De Cristofaro, ha permesso di documentare come la sistemazione sia stata interessata da tre fasi edilizie, susseguitesi tra l'età di Augusto e quella di Nerone.

Il rinvenimento di un tubo idrico in piombo (fistula plumbea), timbrato con il nome del proprietario della fornitura di acqua, e dunque del giardino, ha permesso di identificare il personaggio titolare del primo rifacimento del complesso. L'iscrizione recita C(ai) Cêsaris Aug (usti) Germanici: si tratta dunque di Caligola, figlio di Germanico e Agrippina maggiore e imperatore dal 37 al 41 dopo Cristo.

Il ritrovamento potrebbe trovare un interessante riscontro anche nelle fonti letterarie antiche. Un passo dell'Ambasceria a Gaio (Legatio ad Gaium) scritta da Filone di Alessandria, storico ebreo di Alessandria d'Egitto, racconta di come Caligola avesse ricevuto la legazione di ebrei alessandrini proprio negli Horti di Agrippina, in un vasto giardino affacciato sul Tevere, che separava il fiume da un monumentale porticato.

L’iscrizione sulla fistula è di notevole importanza perché conferma come lo scavo di Piazza Pia rientri nell'area degli Horti di Agrippina maggiore, madre appunto di Caligola. Sempre da Piazza Pia, ma da scavi degli inizi del secolo scorso, provengono altri tubi in piombo iscritti, con il nome di Iulia Augusta, presumibilmente Livia Drusilla, la seconda moglie di Augusto e nonna di Germanico. È probabile, dunque, che questa lussuosa residenza fosse passata dapprima in eredità a Germanico e poi, alla morte di questi, a sua moglie Agrippina maggiore e quindi al figlio imperatore.

 
 
 
I reperti (una Fullonica e le mura del Portico di Caligola) sono stati delocalizzati presso luoghi sicuri

Lo scavo, inoltre, ha restituito una serie importante di Lastre Campana, terrecotte figurate usate per la decorazione dei tetti, con scene mitologiche inusuali, riutilizzate come coperture delle fogne della fullonica, ma in origine probabilmente realizzate per la copertura di una qualche struttura del giardino, forse dello stesso portico.

Nel corso del mese di luglio 2024 è stato abbattuto l’ultimo diaframma del nuovo prolungamento del sottovia consentendo il collegamento del nuovo sottopasso con quello esistente.

Infine sono state ultimate le attività di scavo per portare a livello la quota del sottopasso e realizzata la soletta di fondo.

Lo scavo è stato realizzato con la metodologia “cut&cover” che ha permesso di lavorare contestualmente in superficie e all’interno del sottopasso, consentendo anche il completamento dell’impiantistica all’interno del sottopasso.

I lavori sono stati ultimati con l’inaugurazione di Piazza Pia a metà dicembre 2024.

PIAZZA PIA IN SINTESI:

Investimento 85,3 milioni di euro

Superficie di 7mila mq

60 professionisti per gli scavi archeologici

110 maestranze impegnate su 3 turni lavorativi 24 ore su 24

450mila sanpietrini posati

35mila mc di scavo

600 pali di fondazione per uno sviluppo complessivo di 9000m

 

 
 
Prima e dopo i lavori (immagini prima da Google Maps).

 

 

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