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La cultura della strada

La costante tensione della ricerca di un equilibrio tra opere ed ambiente segna la storia della nostra azienda e ciò non solo in virtù degli obblighi derivanti da leggi e procedure, ma per la nostra intima convinzione dell’assoluta importanza della preservazione dell’ambiente e degli ecosistemi su cui si basa la vita del pianeta. Ne è testimonianza il lungo elenco dei maggiori Maestri italiani del Novecento dell’ingegneria dei ponti e delle grandi strutture, che hanno disegnato, per iniziativa di Anas, il nuovo paesaggio italiano: Pierluigi Nervi, Giulio Krall, Riccardo Morandi, Sergio Musmeci, Silvano Zorzi, solo per nominare i più conosciuti e importanti.

In termini infrastrutturali gli impatti più evidenti con l’ambiente riguardano il patrimonio archeologico e il patrimonio paesaggistico. E ciò soprattutto in Italia, dove paesaggio naturale e archeologico si integrano e si confondono uno nell’altro, con innumerevoli siti, ritrovamenti e testimonianze, rispetto ai quali l’impegno dell’uomo moderno è quello di garantirne l’accessibilità.

La ricerca dell’integrazione della strada nel territorio costituisce una sfida e uno stimolo per i progettisti. Basti ad esempio pensare alla soluzione ingegneristica che ha consentito di recuperare l’intero percorso dell’Appia Antica che era stato tagliato in due dal vecchio tracciato del Grande Raccordo Anulare di Roma; o alla nuova autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria - ora A2 Autostrada del Mediterraneo - che, soprattutto nel tratto calabrese, “scompare” lungo le dorsali montuose e non costituisce più una ferita per il territorio; ne è uno straordinario esempio il mutamento di paesaggio nel tratto Bagnara-Scilla consentendo il recupero dei delicati ambiti eco sistemici della Costa Viola.

Analoga è l’attenzione verso la difesa e la tutela del patrimonio archeologico. Moltissimi i casi di importanti ritrovamenti effettuati grazie ai lavori di Anas: la Via Claudia Nova - costruita intorno alla metà del I secolo d. C. dall’imperatore Claudio – che costituiva una vera e propria bretella tra le Vie Salaria e Cecilia a nord e la Via Tiburtina Valeria a sud, scoperta sulla strada statale 17 “dell’Appennino Abruzzese e Appulo-Sannitico”; i 15 siti archeologici, nella sola provincia di Salerno, venuti alla luce grazie ai lavori della A3, il più significativo dei quali, è quello nei pressi di Pontecagnano, dove è stato scoperto un antico insediamento, sconosciuto a tutte le fonti storiche – dell’estensione di circa 70 ettari (pari cioè ad Ostia antica) - che è l’avamposto più meridionale della colonizzazione etrusca in Italia.

Non vanno dimenticati gli importanti rinvenimenti archeologici effettuati durante i lavori per il potenziamento del Grande Raccordo Anulare di Roma, fra i quali: una necropoli di epoca imperiale con sepolture dotate di corredi e monili; il ritrovamento dell’antica Via Veientana; la messa allo scoperto di una villa romana di epoca imperiale; una camera funeraria di epoca romana; l’individuazione del tracciato della Via Flaminia Antica Augustea; tratti dell’antica Via Latina e, in un sepolcreto, un defunto con la moneta in bocca per pagare l’obolo a Caronte.

Più recentemente i lavori per la realizzazione della nuova strada statale 77 “della Val di Chienti” tra Foligno e Civitanova Marche, del progetto Quadrilatero Marche Umbria, hanno portato alla luce ritrovamenti per 3000 anni di storia a partire dall'età del bronzo.

Proprio da quest’ultima esperienza trae origine nel 2016 Archeolog Onlus, un’associazione voluta da Anas con lo scopo di restituire alle comunità interessate lo straordinario patrimonio archeologico che i lavori infrastrutturali riscoprono: la riqualificazione e la valorizzazione dei siti archeologici rappresenta, infatti, un contributo diretto alla promozione della storia, della cultura italiana e del turismo.

 

Scarica la mappa dei principali ritrovamenti archeologici sulla rete Anas