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Organismo di vigilanza

Il Decreto Legislativo 231 del 2001 ha introdotto la disciplina della Responsabilità amministrativa delle società in base alla quale queste possono essere ritenute responsabili, e conseguentemente sanzionate, in relazione a alcuni reati commessi o tentati nell'interesse o a vantaggio della società dagli amministratori o dai dipendenti. La responsabilità della Società viene esclusa se essa ha adottato ed attuato, prima della commissione di reati, modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati stessi e ha istituito un organismo di vigilanza preposto a vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli.

L’organismo di vigilanza è nominato dal consiglio di amministrazione e vigila sul funzionamento e l’osservanza del modello di organizzazione e di gestione di cui al Decreto legislativo 231 del 2001 e cura il suo aggiornamento. Vigila, inoltre, sull’osservanza dei principi enunciati nel codice etico.

Il Modello 231 è costituito da un insieme di principi, regole, disposizioni in merito alla gestione e al controllo di ciascun processo aziendale.

In particolare l’organismo di vigilanza svolge le seguenti attività:

  • Vigila sull’osservanza del modello potendosi avvalere del supporto funzionale dell’internal auditing aziendale e del gruppo di lavoro 231;
  • Verifica l’effettiva capacità del modello di prevenire la commissione di reati previsti dal decreto;
  • Valuta e promuove aggiornamenti del modello in relazione alle mutate condizioni aziendali e/o eventuali modifiche normative;
  • Presidia le attività di comunicazione e formazione al fine di diffondere e verificare la conoscenza dei contenuti e dei principi del modello e del codice etico;
  • Informa il vertice aziendale in merito alle attività svolte, attraverso relazioni periodiche.

 

A luglio 2015 è stato nominato il nuovo organismo di vigilanza, così composto:

 

Per rendere più efficace l’azione dell’organismo di vigilanza, abbiamo nominato, a livello centrale e periferico, i cosiddetti “referenti 231”, dirigenti apicali appositamente individuati per agevolare il flusso di informazioni verso l’Organismo di vigilanza e segnalare eventuali situazioni di esposizione al rischio di commissione di reati.

 

L’organismo di vigilanza collabora, inoltre, con il responsabile per la Prevenzione della corruzione (RPC), per l’attivazione dei flussi informativi e la vigilanza sugli ambiti comuni.