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La nostra storia

Tracciare un quadro storico esaustivo di Anas richiederebbe di ripercorrere le tappe salienti della sua storia sin dalle origini del sistema infrastrutturale viario italiano: parte della rete di comunicazione stradale che ad oggi rientra sotto la competenza dell’azienda trae infatti origine dalle antiche opere di viabilità realizzate fin dai tempi dei romani.

Tuttavia, è a partire dall’industrializzazione e dalla proclamazione dell’Unità d’Italia che sono state poste le basi più recenti per l’ammodernamento della rete stradale italiana e fornito un contributo fondamentale alla modernizzazione del Paese, influenzandone lo sviluppo economico e culturale.

 

Verso la fine del primo decennio del Novecento sono percorribili circa 138.097 km di strade, a fronte dei 89.765 km che risultavano realizzati alla vigilia del 1865.

Alcuni anni dopo la fine della Grande Guerra viene sviluppato un progetto altamente innovativo: l’autostrada, ovvero “una nuova strada riservata esclusivamente al traffico a motore”. Con la realizzazione della Milano-Laghi, il 21 settembre 1924, viene inaugurata la prima autostrada del mondo.

Dall'Aass all’Anas

La priorità assegnata, anche per ragioni propagandistiche, all’obiettivo di sviluppo della rete stradale dal governo fascista, porta nel 1928 alla nascita dell’A.A.S.S., Azienda Autonoma Statale della Strada. All’azienda viene affidato da subito il difficile compito di gestire strade per complessivi 20.622 km.

 

L’opera di edificazione stradale del fascismo ebbe un suo punto di forza nella costruzione di nuove vie di comunicazione nei territori africani annessi al cosiddetto “Impero”. Con la creazione delle colonie, l'A.A.S.S. si impegnò infatti nella realizzazione di oltre 7000 km di strade nei territori conquistati.